La Danza è finita?

La Danza è finita?
Alessandra Ferri
La Danza è finita? Viene da chiederselo quando leggiamo che l'Etoile dell'Opéra di Parigi Eleonora Abbagnato dichiara di essere conosciuta in Italia solo grazie alla sua apparizione televisiva a "Ballando Sotto le Stelle". E viene da chiederselo quando scorrendo le pagine di uno dei più importanti quotidiani nazionali, il Corriere della Sera, ci imbattiamo nelle seguenti dichiarazioni rilasciate dalla Abbagnato in un intervista al settimanale Chi e riprese dal Corriere stesso: "Non vorrei che mia figlia facesse la ballerina. È un mondo che non c'è più. I teatri oggi chiudono, le compagnie falliscono. La televisione e i talent show li hanno messi in ginocchio. La tv non produce arte, brucia tutto velocemente. Io ho vissuto da artista e mi reputo fortunata, ma sono una mosca bianca".


Come se non bastasse le dà ragione una signora ballerina che non è certo l'ultima arrivata, parliamo di Alessandra Ferri , che lancia il suo j'accuse da New York, dove risiede, dopo aver lasciato le scene rinunciando al doppio rango di Etoile alla Scala e di Principal dancer all'American Ballet: "Oggi i contenuti artistici sono appiattiti - conferma -, i teatri sono malgestiti da manager senza visione, attenti solo ai numeri. A parte Neumeier, Kylián, Forsythe, Ek, i grandi coreografi sono morti, i giovani autori sono solo assemblatori di passi. Ho vissuto un'epoca d'oro lavorando con maestri come MacMillan, Robbins, Petit. Ora i nuovi talenti sono privi di guida: un diamante resta grezzo se non c'è chi lo lavora. Mi auguro sia una fase in evoluzione. I talent show? Per carità, il talento è un'altra cosa".

Eleonora Abbagnato
Nonostante tutto secondo noi la Danza non è finita. Certo, di segnali scoraggianti ce ne sono molti, ma allo stesso tempo ci sono dati confortanti come l'apertura di nuove Scuole, le molteplici manifestazioni come rassegne, concorsi, stage, fiere (vedi il grande afflusso a Danza in Fiera). Non solo. Nel 2010, per vedere la danza classica e moderna, gli italiani hanno speso oltre 33 milioni di euro in biglietti (si va dai balletti della Scala fino ai saggi delle scuole), con un trend in netto rialzo rispetto al 2009.
In definitiva sull'argomento ci riconosciamo nelle parole di Carla Fracci, la quale si è sempre battuta sul fronte dell'estinzione dei corpi di ballo: "I casi di Venezia, Bologna, Genova sono ferite ancora aperte. Ma la danza è tutt'altro che morta. Dall'inizio dell'anno mi hanno invitata all'inaugurazione di una quindicina di nuove scuole, mentre da Nuova Delhi ho ricevuto l'offerta di dirigere lì una compagnia. Ieri come oggi, il balletto va vissuto in prima linea, sta a noi difenderlo con le armi in pugno".