Il Metodo Cecchetti

tecniche di danza
Enrico Cecchetti occupa un posto di grande prestigio come Maestro della storia della danza, ed è sicuramente il più grande didatta del XX secolo. I genitori sono stati i suoi primi insegnanti e le varie esperienze teatrali vissute fin da piccolo hanno sviluppato le sue doti naturali. Continuò poi a perfezionarsi a Firenze, con il famoso danzatore Giovanni Lepri, insieme ai fratelli Pia e Giuseppe. Il padre e il suo maestro furono allievi di Carlo Blasis, famoso ballerino, coreografo e didatta, autore dei principali manuali della danza.

Enrico Cecchetti venne così a conoscenza in modo dettagliato dei vari aspetti tecnici della scuola francese e di quella italiana. La prima, si basava su una danza accademica e stilizzata, la seconda su una danza dinamica e virtuosistica.
Cecchetti manifestò più volte l’esigenza di codificare il suo metodo, ma le continue attività teatrali e didattiche gli fecero sempre rinviare il progetto. Nel 1894, a San Pietroburgo, scrisse un piccolo manuale, che arrivò con il tempo nella Public Library di New York. Nel 1922, a Londra, Cyril W. Beaumont, noto storico della danza e Stanislav Idzikowsky, famoso ballerino e allievo del Maestro, codificarono il Metodo Cecchetti. Negli anni Cinquanta, sempre Beaumont, con l’aiuto di altre due allieve di Cecchetti, pubblicò altri due libri su questo Metodo, sottolineando maggiormente gli aspetti teorici e pratici dell’allegro nel balletto classico.
Grazioso Cecchetti, ultimo figlio del Maestro, si formò come ballerino alla scuola del padre, e anche lui come i suoi familiari aveva un’attività artistica eccellente che spaziava dalla danza alla coreografia, fino all’insegnamento. La prima esperienza didattica la fece a San Pietroburgo, dirigendo la scuola dei Cecchetti insieme alla madre, anche lei allieva di G.Lepri, mentre il padre Enrico faceva alcune  tourneé con la famosa ballerina Anna Pavlova e la sua compagnia, come Maestro privato della stessa.
G. Cecchetti nel 1946 con l’aiuto del figlio Riccardo, ultimo danzatore della dinastia, iniziò la stesura del Metodo Cecchetti (Manuale completo di Danza Classica) che perfezionò lentamente attraverso altri dattiloscritti, il lavoro lo impegnò per circa dieci anni. Egli si dedicò a questa codificazione, perché il trattato inglese essendo stato scritto da uno storico e da alcuni allievi, non risultava totalmente corrispondente dal punto di vista tecnico e strutturale al Metodo Cecchetti. La pubblicazione prevedeva due volumi, più un terzo che conteneva le tracce musicali usate ed in parte create da Enrico.
Oggi in tutto il mondo sono state create Associazioni “Cecchetti" per preservare il metodo. Le troviamo in  Italia, Sud Africa, Australia, Canada, U.S.A.
Il metodo Cecchetti viene considerato scientifico, perché si basa su principi tecnici ed estetici che riescono a sviluppare in un danzatore, la fluidità, l’armonia (ricordiamo che i port de bras Cecchetti sono molto famosi in tutto il mondo) la purezza di linea, la forza, la stabilità, il legame tra coordinazione ed equilibrio espressa negli adagi, la velocità di movimento nel basso gamba.
I principi estetici di cui sopra riguardano il movimento, l’uso dello spazio, le forme ben stabilite  che assume il corpo durante gli esercizi.
Il metodo Cecchetti così ricco di passi e spunti coreografici durante le legazioni, offre al danzatore la possibilità di un buon controllo sia corporeo che tecnico.

Laura Conti

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