Vasco Rossi conquista la Scala di Milano

balletto su musiche di vasco rossi alla scala
Vasco Rossi
Un’ovazione, contenuta da sei minuti di applausi scroscianti, con cori da stadio che inneggiavano al Blasco nazionale. La prima di “L’altra metà del cielo”, lo spettacolo di balletto su musiche e drammaturgie di Vasco Rossi, ha entusiasmato il pubblico della Scala, esaurito in ogni ordine di posti. Al centro, il mondo delle donne nelle sue mille sfaccettature: un mondo affrontato con delicatezza da Vasco in numerose canzoni, tradotte in danza dalla regista e coreografa Martha Clarke, su orchestrazioni di Celso Valli.
Tra le più applaudite dal pubblico, Sabrina Brazzo, che tra i venti ballerini della Scala vestiva i panni di Albachiara.

Ed è proprio con la canzone più amata dai fan del Blasco che inizia la rappresentazione, nella scenografia essenziale caratterizzata da un divano, un lenzuolo a terra in un angolo, su uno sfondo bianco. Appena le luci si spengono, il primo incitamento al rocker da uno sparuto ragazzo. Sul lenzuolo si sveglia Albachiara, mentre dalle porte a vetri scorrono volti che osservano. Vasco sussurra le parole del testo sulle note del piano. Entra un ballerino e l’intreccio della relazione tra i due protagonisti comincia a sciogliersi.
I timpani e le trombe risuonano nel celebre stacco musicale che introduce il ritornello. Intanto i ballerini prendono il centro della scena. Albachiara resta sola sul divano. Da una delle finestre entra una luce. Inizia il refrain di Silvia, impersonata da Stefania Ballone nell’atto di cambiarsi davanti a uno specchio, come recita la canzone.
Dalle quinte scende una parete. Cambia scenografia e cambia anche il ritmo: la scena si sposta su una piazza con giovani di abiti che ricordano “Grease”. È la volta di Susanna (Beatrice Carbone), in cui il corpo di ballo si scatena in rock ‘n roll e twist, contagiando il pubblico.
Scrosciano i primi applausi. Le canzoni si susseguono, così come le vicende delle tre protagoniste. Sulle note di “Anima fragile”, la voce del Blasco echeggia nel silenzio assoluto. Poi “Brava”, in cui l’incomprensione arriva ad esprimersi anche nel gesto di uno di una schiaffo, mentre nel palco volano sedie. Cala un velo, dietro il quale il corpo di ballo si abbandona a movenze che ispirano romanticismo, sulla melodia di “Gabri”. Albachiara nel frattempo è diventata “Incredibile romantica”. Si trascina lungo le pareti. Gli applausi aumentano. Poi Brava Giulia, con inediti cori polifonici, che alternano voci tenorili, baritonali e incantevoli acuti. Quando arriva il buio in sala, la luce si riaccende su una fila di sedie, come in una selezione: è “Delusa”, che resta decisamente rock. È il momento più coinvolgente dello spettacolo, con tutto il corpo di ballo sul palco, che inscena pose da dive sui costumi impayettati scelti da Nanà Cecchi. Con “Jenny è pazza” il momento più toccante, in cui la protagonista lotta con i propri fantasmi, cui danno corpo i ballerini mascherati. Gli applausi si intensificano, lasciando posto ad un musica da festa di paese, con la neve che scende ad annunciare che “Laura” avrà un figlio per Natale. Le note di Vasco si trasformano in carillon, sulla cui melodia entra in scena un passeggino.
La stessa neve che scaldava ora esprime emozioni diverse. Inconfondibili, le note di “Sally”. Su “Un senso”, il corpo di ballo rientra al gran completo, muovendosi in maniera volutamente caotica sul palco. «Domani un altro giorno arriverà», canta Vasco nel buio che rende la sua voce commovente. Dalle quinte, una luce annuncia il sorgere del sole.
Fonte : gazzettadimodena.it