La Bayadére

I grandi balletti classici
L’ispirazione della Bayadére non è documentabile con certezza, infatti gli autori del libretto furono resi noti solo vent’anni dopo la prima rappresentazione che si tenne nel gennaio del 1877, con scene e costumi ispirati da un gruppo di pittori stabili dei Teatri imperiali. Tra gli interpreti troviamo Pavel Gerdt, Marie Petipa, Lev Ivanov, con le musiche che furono scritte da Ludwig Minkus. Questo spettacolo colpì molto gli spettatori, in quanto le ambientazioni esotiche e indiane erano molto di moda in quel periodo e il successo del balletto fu tale che rimase in programma per oltre ottanta repliche.
Ma nel 1900 lo spettacolo venne riallestito al Teatro Mariinsky di S. Pietroburgo, con le coreografie firmate da Marius Petipa insieme allo scrittore Sergei Khudekov.  Il noto coreografo intraprese un processo di modifica dell’intero balletto, portando così l’impiego di musiche dal grande valore artistico insieme ad una trama più convincente. La Bayadére rimase molti anni nel repertorio e nella prima metà del novecento vennero realizzate diverse versioni leggermente modificate.
Petipa ormai al culmine della sua carriera, nella sua edizione volle quarantotto ballerine per la scena del Regno delle Ombre, invece di trentadue come era nella tradizione.
Dopo il 1904 la Bayadére venne rappresentata diverse volte alternando vari successi e fortune economiche. Da segnalare una versione diretta da Fiodor Lopuchov, che fu rielaborata da Agrippina Vaganova per una delle sue allieve più promettenti, Marina Semenova. In seguito, il balletto si arricchì di nuovi contributi proposti dagli stessi danzatori e coreografi, e nel 1952 il ballerino Nikolai Zubkovsky creò per sé il nuovo personaggio dell’Idolo d’oro.
Anche Nureyev propose una sua versione che rimane ancora oggi nel repertorio del Teatro Mariinsky, danzando accanto a Margot Fonteyn al Royal Ballet. Natalia Makarova debuttò con una sua versione del balletto al Metropolitan Opera House nel 1980. Nel 2001 riproponendo tutti i capolavori di Petipa, il direttore artistico Makhar Vaziev incaricò il coreografo Sergei Vikharev di ricostruire la versione originale del 1900 del grande Petipa.

1° Atto
Sulla scena arriva Solor accompagnato da otto guerrieri armati che si preparano ad una battuta di caccia. Solor chiamando il fachiro gli chiede di farlo incontrare segretamente con Nikiya, la baiadera di cui è innamorato.
Arriva il Gran Bramiro seguito dai suoi sacerdoti che stanno uscendo dal tempio per dare inizio alla cerimonia del fuoco sacro, in cui danzano fachiri e baiadere. Sulla scena compare Nikiya di cui anche il Gran Bramiro è innamorato, ma lei lo rifiuta con fermezza rientrando insieme alla altre baiadere nel tempio. A quel punto il fachiro mandato da Solor comunica il messaggio a Nikiya e i due scesa la notte si incontrano. Mentre i due giovani si dichiarano il loro amore, il Gran Bramiro assiste nascosto alle loro effusioni. Il fachiro si accorge della sua presenza e comunica a Solor di fuggire. Anche Nikiya rientra nel tempio e il Gran Bramiro rimasto solo giura di vendicarsi....
In una lussuosa residenza, il Rajah ha organizzato i festeggiamenti per la figlia Gamzatti.
Si aprono i balli in cui danzano fanciulle con dei nastri, il Rajah convoca la figlia e le mostra il ritratto di Solor che intende dargli come sposo e Gamzatti acconsente. Solor fa l’ingresso al palazzo e il Rajah gli offre la mano della figlia, mentre lui rimane sorpreso e tormentato avendo già promesso il suo amore a Nikiya. Solor vedendo Gamzatti capisce di non poter deludere il Rajah che ufficializza subito il fidanzamento. Sulla scena fa la sua comparsa una baiadera coperta da un velo, è Nikiya che è completamente ignara di quanto sta accadendo. Il Gran Bramiro irrompe nei festeggiamenti chiedendo di conferire con il Rajah, il quale allontana tutti gli invitati.
Lui gli confessa il legame che unisce Solor a Nikiya e il Rajah si infuria, ma non cambia il suo intento sulle nozze di sua figlia e decide che Nikiya dovrà morire. Gamzatti che di nascosto ha ascoltato tutta la conversazione, fa convocare subito la sua rivale per convincerla a rinunciare a Solor. Nikiya si rifiuta e disperata dopo un scontro violento si scaglia su Gamzatti con un pugnale, ma viene fermata dall’ancella di quest’ultima che la caccia via ed elabora un piano per vendicarsi.

2° Atto
Nel giardino del palazzo sono pronti i festeggiamenti per le nozze. Solor arriva su di un elefante di cui omaggia il Rajah, seguito da tanti ospiti.
I festeggiamenti iniziano con la danza dei ventagli e con un gruppo di negretti che esegue una variazione che introduce l’Idolo d’oro in una variaione di assolo. Le danze continuano fino a quando i due innamorati non eseguono il loro pas de deux romantico.
I Grandi balletti classiciAnche Nikiya si esibisce in una danza melanconica e il Rajah ordina all’ancella della figlia di consegnarle un cesto di fiori. La baiadera continua a danzare, ma viene morsa da un serpente che si trovava tra i fiori, tradita e ingannata Nikiya rifiuta l’antitodo offertogli dal Gran Bramiro e muore tra le braccia di Solor.

3° Atto
Nella sua stanza Solor è colto dal rimorso e si adagia su di un divanetto fumando l’oppio da un narghilè. Le sue visioni hanno così inizio.....
Nel regno delle ombre fanno il loro ingresso trentadue creature che si esibiscono in una danza dalla musica drammatica, mostrando un paesaggio incantato. Nel bosco appare Solor che vede Nikiya trasformata in un’ombra.
I due danzano insieme un pas de deux molto armonico, con un contorno di danzatrici che fanno da sfondo.  Nel Regno delle Ombre i due possono finalmente unire il loro amore e ricongiungersi definitivamente in un trionfo di danza e magia.

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