Artemis Danza al Festival La Versiliana


Spettacoli alla Versiliana
La Traviata messa in scena dalla Compagnia Artemis Danza con le coreografie di Monica Casadei è tra i grandi nomi in cartellone per la trentatreesima edizione del Festival La Versiliana che vedrà il suo splendido Teatro all’aperto gremirsi di appassionati con un programma ricco e articolato che vede, tra gli altri protagonisti anche la presenza dell’étoile Sylvie Guillem e di importanti Compagnie. Artemis Danza, dopo l’intensa tournée estiva, porterà Traviata, il 21 agosto 2012. Saranno il teatro di narrazione, i concerti dei big della musica leggera, i musical più acclamati e la grande danza internazionale i protagonisti di questo Festival a Marina di Pietrasanta, alternandosi con 37 serate che sanciranno il successo di questa prestigiosa manifestazione culturale.
La Traviata ultimerà poi la tournée estiva il 15 settembre in Russia nel prestigioso Teatro Na Strastnom di Mosca.
Traviata è il primo capitolo del progetto Corpo a Corpo Verdi - Trittico (2011-2013), una proposta in danza dei melodrammi più celebri del compositore di Busseto. Una Traviata letta dal punto di vista di Violetta. Violetta contro tutti. Violetta moltiplicata in tanti elementi femminili, in tanti spaccati di cuore. Violetta in bianco, speranza di purezza, Violetta in rosso, perché le sanguina il cuore. Un cuore che forse sarebbe stato meglio non fosse mai battuto. Meno dolore, meno contrasto. Violetta, una storia in cui scorre il senso della fine ad ogni alzar di calice. Nulla si risolve. E’ tardi. E’ tardi. Dietro i valzer, il male che attende.
Traviata è’ un viaggio coreografico in cui la danza e l’opera duettano dando corpo a un fluire di
immagini sbrigliato da qualsiasi volontà di aderenza didascalica, eppure legato a doppio filo al dramma di
Spettacoli alla VersilianaVioletta. Viaggio in cui vibra il sentimento amoroso di chi spera, legato tragicamente alla sensazione di
sapere che tutto finisce, mentre si consuma il conflitto tra singolo e società, pubblica facciata e privato
sentire. Una Traviata molto femminile nella quale la partita non si gioca sulla decorazione, ma sull’esplodere di un’energia fisica di dolore, specchio dell’anima.

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