La figlia del Faraone


i grandi balletti
La figlia del faraone è un balletto che fu coreografato da Marius Petipa sulla musica di Cesare Pugni e con il libretto di Jules- Henri Vernoy de Saint-Georges tratto dal Le Roman de la Momie, il romanzo della mummia scritto da Théophile Gautier.
Venne rappresentato per la prima volta il 18 Gennaio del 1862, dal Balletto Imperiale al Teatro Imperiale Bolshoi Kamenny, uno dei principali Teatri fino al 1886 a San Pietroburgo.
Questo fu il primo successo di Petipa come coreografo indipendente. Alla prima dello spettacolo danzarono:  Carolina Rosati, Nicholas Goltz, Marius Petipa e Lev Ivanov.

Il balletto La figlia del faraone uscì dal repertorio fino all'inizio del ventunesimo secolo. Carolina Rosati lasciò la scena russa, nel 1905,  mentre per Petipa ci fu l’occasione di essere nominato vice maître de ballet. Il balletto venne paragonato alle grandi opere, infatti la sua durata era di quattro ore, nelle quali si alternavano stili e tecniche diverse e venivano usate più di 400 persone.
In quegli anni molti scrittori e poeti erano soliti celebrare il fascino dell’Oriente e dell’antico Egitto, infatti i giornali riportavano racconti di viaggi in questi paesi non ancora scoperti dalla civiltà.
Quando il balletto fu messo in scena, incantò immediatamente il pubblico. Le scene erano immense, con grandi cortei e costumi variopinti di foggia egizia. Non mancavano anche moltissimi animali, alcuni dei quali veri e altri finti.
Dopo la prima del balletto, Petipa lo riprese diverse altre volte sia nel 1885 che nel 1898.
La figlia del faraone era molto apprezzato dalle ballerine dell’epoca tra le quali ricordiamo : Mathilde Kschessinska che brillò per le sue grandi capacità, poi fu la volta della figlia di Petipa, Virginia Zucchi, Lubov Egorova, Julia Sedova, Anna Pavlova, Olga Spessitseva.
Poi nel 1905 alcuni giorni prima della scomparsa del grande Petipa, Alexandr Gorsky riallestì nuovamente il balletto con una nuova versione, volendo aggiungere le scoperte scientifiche che erano state fatte sull’Egitto. Introdusse anche nuovi brani musicali, cambiando inoltre alcuni nomi dei personaggi. Anna Pavlova venne richiamata a Mosca proprio per interpretare nuovamente quest’ultima versione. Poi il balletto fu rappresentato per l’ultima volta nel 1928 sempre con la versione di Gorsky, e fu danzato dalla ballerina Marina Semionova.
Dopo una lunga pausa la direzione del Teatro Bolscioi, commissionò a Pierre Lacotte la ricostruzione del balletto. Il coreografo analizzò molto il capolavoro, fece tesoro di alcune testimonianze dirette, quella della sua ex insegnante Lubov Egorova che aveva interpretato il ruolo principale nel balletto. La partitura di Cesare Pugni non potè essere utilizzata dallo stesso Lacotte, così il compito fu affidato al direttore d’orchestra Sotnikov che dovette riorchestrare alcuni passaggi con tonalità differenti. Insieme alla guida di Lacotte vennero fatti anche numerosi tagli.
Il balletto ritornò sulle scene il 5 Maggio del 2000, raccogliendo numerosi consensi. Questo successo fu talmente forte che negli anni successivi, la compagnia ha portato il balletto in tournée da Parigi a Londra fino ad arrivare al Teatro la Scala e al Metropolian Opera House Di New York.

1° Atto

Dopo una breve danza di schiave entra sulla scena Lord Wilson insieme al servitore John Bull. Il capo dei mercanti li invita a fermarsi per la notte sotto una tenda, ma l’arrivo di una forte tempesta costringe tutti a ripararsi nella piramide più vicina.
Il custode della piramide chiede agli ospiti di non fare troppo rumore e mostra loro una sala dove c’è una cappella funeraria. Lì giace Aspicia figlia di un potente Faraone. Wilson dopo aver fumato dell’oppio insieme ai mercanti, si addormenta. Nel sogno viene trasportato in Egitto e mutato nel guerriero Taor, mentre il servitore Bull prende le sembianze di Passiphonte. Aspicia esce dal sarcofago e scorge Taor mandandogli un bacio. Il giovane si sveglia, ma Aspicia è già andata via. Allora corre a cercarla insieme al servitore nella foresta. Qui fanno la comparsa giovani fanciulle armate di archi e lunghe lance che si apprestano alla caccia di un leone. All’arrivo di Aspicia il corteo parte verso la caccia. Arrivano anche Taor e il suo servo nella radura. Giunta la notte Passiphonte scorge Aspicia addormentata. Taor la sveglia e con lei inizia un duetto d’amore, ricambiato da lei. Il giorno arriva e la caccia può riprendere. Nella foresta il leone è stato avvistato
e si alternano le entrate dei cacciatori. Al termine di tutto Taor e Aspicia si ritrovano. Rientrano i cacciatori insieme ad Aspicia, il leone viene braccato, ma riesce a liberarsi minacciando la giovane. Taor rapidamente trafigge il leone e soccorre la fanciulla che per lo spavento è svenuta. Vedendo la figlia svenuta con accanto Taor, il Faraone ordina che il giovane sia arrestato, ma Aspicia si ridesta  e rivela al padre che è stato lui a salvarla. Così il sovrano lo ringrazia e lo invita al palazzo.

2° Atto
A palazzo si apprestano i festeggiamenti. Arriva Taor che danza insieme ad Aspicia un duetto romantico, ma i due sono interrotti dall’arrivo del sovrano. Il Faraone saluta affettuosamente la figlia e si accomoda, sta aspettando un ospite importante, il Re di Nubia. Il Re è arrivato per sottoscrivere un trattato di pace che verrà sancito dal suo matrimonio con Aspicia.
Il faraone presenta sua figlia all’ospite che ne rimane catturato, ma lei non ne vuole sapere e dichiara i suo sentimenti a Taor donandogli un anello come simbolo e progettando di fuggire con lui. I festeggiamenti hanno inizio con numerose danze che si susseguono. Poi alcune ancelle conducono Aspicia per la vestizione nuziale, mentre suo padre e il Re concordano sul trattato.
i grandi balletti
In una stanza compare Aspicia sconfortata che decide di mettere in atto il suo piano.
Passiphonte le consegna la chiave che permetterà di scappare attraverso un passaggio segreto. Dopo aver coperto con il velo la sua fedele ancella Ramzè, Aspicia fugge via insieme a Taor e Passiphonte. L’inganno viene presto scoperto, e il Faraone medita vendetta, mentre il Re di Nubia con le sue guardie corre dietro ai fuggitivi.

3° Atto

Taor e Aspicia arrivano ad un villaggio sul Nilo e vengono accolti dal un capo pescatore e la moglie. Taor decide di partecipare alla pesca, mentre la sua amata resta a riposarsi.
Sentendo bussare alla porta Aspicia apre e scopre il Re di Nubia insieme alle guardie.
Il sovrano le ricorda il patto sottoscritto con il padre e indispettito dai continui rifiuti di lei, la minaccia con un pugnale. Taor e Passiphonte giungono in sua difesa, ma vengono subito arrestati. Aspicia per non cedere ai voleri del sovrano finisce per gettarsi nel Nilo.
In fondo alle acque, il Re del Nilo fa la sua comparsa, mentre altre figure ruotano intorno al suo trono. Aspicia arriva nella grotta e viene subito accolta con benevolenza. Si susseguono diverse danze, tra cui la danza esotica, quella spagnola e quella russa. Aspicia racconta al Re la sua storia e il Re impietosito magicamente le ricrea l’immagine del suo amato. Ma a lei tutto ciò non basta e chiede di poter tornare sulla terra ferma.
Intanto al palazzo il Faraone è infuriato per la scomparsa della figlia e vuole interrogare i responsabili della fuga ( Taor, Passiphonte, Ramzè) Nessuno però racconta nulla, compreso il Re di Nubia. Il faraone decide di assegnare le condanne, ma proprio prima che Taor sia giustiziato, alcuni squilli di trombe annunciano l’arrivo di Aspicia. La giovane racconta al padre ciò che è successo e il Re di Nubia abbandona il palazzo con le sue guardie dopo essere stato scoperto. La ragazza chiede al padre di lasciare libero Taor e di perdonarlo, ma il Faraone non cede.
Allora la giovane dopo un altro rifiuto del padre cerca di uccidersi avvicinandosi ad un cobra, ma il padre riesce a fermarla e convinto dell’amore dei due giovani, fa liberare Taor.
Hanno così inizio i festeggiamenti in onore dei due innamorati che vengono portati in trionfo.
Ritornando alla scena iniziale, Lord Wilson giace ancora addormentato, Aspicia gli manda un ultimo bacio. Mentre lui si sveglia la figlia del faraone ritorna nel sarcofago e sparisce.
Wilson si alza e guardandosi in giro vede i suoi abiti coloniali e resta esterefatto : è stato solo un bellissimo sogno.