La verità vi prego sulla Danza: intervista a Mariafrancesca Garritano


La verità vi prego sulla Danza
Cari amici, è nostra ospite gradita Mariafrancesca Garritano, in arte Mary Garret, étoile del Teatro alla Scala di Milano e negli ultimi mesi protagonista di un acceso dibattito intorno al tema danza-anoressia. Nata a Cosenza, dove fin dalla tenera età inizia a studiare danza e a coltivare il sogno di diventare una ballerina professionista, decide di realizzare il suo sogno approdando alla Scala di Milano. Superata l'audizione alla scuola di ballo, dopo due anni si diploma ed entra a far parte del corpo di ballo dove lavora per molti anni. Ma lasciamo la parola a lei che sicuramente ha molte cose da dirci...


Quali consigli si sente di dare ad un giovane che oggi decide di avvicinarsi a quest'arte?

Ogni giovane che intraprende questo percorso è spinto da una forte passione e da qualcosa di inspiegabile che gli consente di andare avanti a dispetto di qualsiasi cosa. È così che deve essere ed è giusto mantenere viva quest'arte dentro di sè, senza permettere a nessuno di minare la propria autostima o di indebolirci con messaggi che propongono falsi ideali, artistici e corporei. Mi capita spesso di dire questa frase di cui sono fermamente convinta: essere danzatori non significa perdere la propria dignità di esseri umani. Questa è una cosa non bisogna dimenticare mai! 

La verità vi prego sulla Danza
In un articolo uscito qualche tempo fa, Alessandra Ferri ed Eleonora Abbagnato dichiaravano che oggi la danza quasi non esiste più, Lei cosa ne pensa a riguardo?

È facile dire che la danza non esiste quasi più, mentre è più difficile fare in modo che continui a sopravvivere ai falsi modelli che nel tempo si sono adeguati ad un sistema fallato. Dovrebbe essere responsabilità di ogni artista mantenere in vita ciò in cui ha creduto per una vita intera. Il problema forse è capire in cosa si credeva e in cosa si ha ancora intenzione di credere. 
Finché ci saranno danzatori che cercheranno delle risposte vere, al di la degli ambienti ermetici a cui si aspira, la danza non morirà mai, e sono convinta che siano molti di più di quello che la gente immagina. Io l'ho fatto, non mi sarei persa l'occasione di provarci, per nulla al mondo! 

Lei sta affrontando una battaglia davvero coraggiosa, quali risultati ha prodotto fino ad oggi?

Che finalmente anche in Italia, si parla di un problema per troppo tempo taciuto, che è spesso diffuso nel mondo della danza, anche se tentano in tutti i modi di contrastare questa verità sacrosanta supportata da ricerche mediche a livello mondiale. 
Molte danzatrici mi ringraziano di avere parlato di un problema che, attraverso le mie parole, ha finalmente un nome, una collocazione e quindi una speranza di essere risolto. La cosa più grave, nei casi di presenza di un disturbo alimentare, è che spesso non lo si accetta, non si sa come affrontarlo e lo si nega per vergogna o per mantenere uno status. Immagino che la strada sia ancora lunga, ma si può essere ballerine senza ammalarsi ed è il momento che tutti comincino a credere in questa battaglia come ci credo io. All'estero esistono già protocolli e polizze assicurative, adottati da scuole di danza e corpi di ballo come esistono le figure mediche adeguate all'interno di staff completi. È giusto che il mondo della danza si metta in discussione anche in Italia e capisca che l'atteggiamento di allontanare dal proprio posto di lavoro, chi parla di alcune problematiche, non è risolutivo e non porta da nessuna parte. 

La verità vi prego sulla Danza
Il suo libro è dunque alla seconda edizione, com'è nata questa idea di scriverlo e quale esperienza ne ha tratto?

Le seconda edizione è del tutto rinnovata e svela un particolare che nella prima edizione restava un'incognita. La postfazione, poi, è davvero forte. 
 Era nato tutto per scherzo, quando una sera dietro le quinte vidi un fotografo che avrebbe fatto un servizio ad una prima ballerina, per un libro a lei dedicato, così esclamai che era il momento di fare un libro che non parlasse sempre della ballerina perfetta! Da qui l'idea di scrivere piccole didascalie sotto foto differenti dalle solite, ed invece è stato un immergermi nei sentimenti che queste mie riflessioni scaturivano. Volevo aprire un dibattito su molti aspetti che spesso non sono considerati importanti, e le reazioni scaturite dall'uscita del libro dimostrano che questo dibattito si è aperto, e che forse era necessario. Non mi aspettavo certo di arrivare a perdere il lavoro, ma confido nella giustizia, so che ciò che è fatto a fin di bene prima o poi porta buoni frutti. Quello che mi arriva dalla solidarietá e dalla stima di tutti coloro che mi hanno sostenuto, mi insegna che niente accade per caso e imparo ogni giorno di più che c'è ancora tanto da imparare!

Grazie Mariafrancesca!

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Per saperne di più su Mary Garret visitate www.marygarret.com




Guarda inoltre il Video del manifesto rock che denuncia il problema dell'anoressia e della bulimia. Il brano è stato ispirato dalla vicenda di Mariafrancesca Garritano (alias Mary Garret), special guest nel videoclip.