La storia del tango 1° parte


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Il Tango nasce in Argentina e in Uruguay e inizialmente viene considerato come espressione popolare, ma in seguito diventa una forma artistica, che unisce la musica, la danza, il testo e la canzone. Uno degli strumenti più usati nel tango è il Bandoneòn. Il tango solitamente è composto da una musica molto sincopata, priva di percussioni, e tutti gli strumenti impiegati vengono suonati in modo particolare dando dei forti accenti nelle battute e nel ritmo. I più famosi compositori di questa musica sono stati Francisco De Caro, Anibal Troilo, Osvaldo Pugliese, Carlo Di Sarli e Jaun D’Arienzo, fino ad arrivare al grande Astor Piazzolla.
All’inizio il tango ebbe successo come musica popolare e si sviluppò rapidamente a Buenos Aires e a Montevideo. La parola tango si diffuse a Buenos Aires già nel 1820 e si riferiva ad una particolare percussione molto usata dagli afroamericani.
Il tango notoriamente racconta la tristezza nelle sue canzoni, ma anche la gioia e la felicità, narra storie di persone lontane, di nostalgia, ma anche di speranza. Come ben sappiamo la canzone si completa insieme alla danza dando un valore espressivo aggiunto. In seguito nacquero altri balli come la Habanera, danza spagnola moto diffusa a Cuba e poi la Milonga che ha un significato di festa. Il ritmo di questa danza assomiglia ad una specie di camminata in cui l’uomo avanza mentre la donna indietreggia. Poi arrivò il Candombè, altra danza popolare dei neri, dove si vede una coppia ballare staccata ma comunque vicina mentre si eseguono molti movimenti pelvici. Tutto questo poi si fonderà nel tango.
A differenza dei balli di sala, il tango argentino ha caratteristiche molto introspettive e intime, ponendo particolare attenzione al partner con cui si danza o alle relazioni tra i due danzatori. Questo ballo si deve per prima cosa percepire dentro se stessi, esplorando insieme al partner le sensazioni. La passione è uno degli elementi principali in questa danza, che attraverso i movimenti veloci e intrecciati esplode in un ritmo vorticoso per poi tornare ad eseguire movimenti più lenti fatti di ricerca e sensazioni.
Inoltre il tango considerato un ballo molto intimo, non necessita di un grande spazio per i movimenti. Ben presto però quando si diffuse in Europa, i movimenti e il suo stile non risposero completamente alla concezione europea, così vennero apportate delle modifiche e la bellezza di questa danza fu sostituita da movimenti più veloci e ritmati.
Il tango venne inserito nelle danze da competizione ponendosi nella categoria dei balli da sala. Vennero introdotti dei movimenti intorno alla pista da ballo, con passi di marcia e con una parte chiamata passeggiata in cui vennero inseriti movimenti di rotazione della testa. Successivamente in questi anni, il tango è tornato nuovamente al suo stile d'origine in tutto il mondo, e la sua continua espansione ha dato luogo a manifestazioni, competizioni e gare, che non sono però riconosciute dalle Associazioni internazionali. Da questo enorme successo, sono derivati molti studi approfonditi riguardo a questo ballo. Sono stati analizzati tutti gli aspetti della tecnica, della musica, delle sue origini, scoprendo così una danza dalle mille sfumature sia in fatto di stile sia per l'interpretazione.

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