Biografia di Mario Pistoni


coreografi famosi
Mario Pistoni nasce a Roma nel 1932 .Allievo alla Scuola del Teatro dell'Opera di Roma con insegnanti come Ettore Caorsi e la grande maestra Teresa Battagli, entra a sedici anni nel Corpo di ballo dello stesso Teatro con la qualifica di Solista. A diciotto anni debutta come Primo ballerino in La soglia del tempo (mus. Béla Bartok) di Aurel Milloss.
Nel 1951 viene chiamato a far parte del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala come Solista, perfezionando così la sua formazione sotto la guida di Lubov Tchernicheva ed Esmée Bulnes e acquisisce il titolo di Primo ballerino nel 1953, mentre cinque anni dopo ottiene quello di Primo ballerino assoluto.
Interprete dei più importanti balletti del repertorio classico e moderno : 
Si esibisce anche all'estero, soprattutto in Gran Bretagna, dove è ospite del London Festival Ballet, e in Germania, ottenendo  apprezzamenti unanimi.
Nel 1956 è protagonista in Mario e il Mago di Léonide Massine/Franco Mannino/Luchino Visconti, e di Sébastian, prima coreografia di Luciana Novaro su musica di Giancarlo Menotti.
Mentre nel 1958 interpreta Don Juan, coreografia di Léonide Massine su mus.ichedi C.W. Gluck e Romeo e Giulietta di John Cranko, accanto a Carla Fracci, sua partner d'elezione nei balletti del repertorio ottocentesco. Si dedica anche alla coreografia e fonda la compagnia dei "Solisti del Teatro alla Scala", per la quale crea un certo numero di balletti che si distaccano sensibilmente dal repertorio e dallo stile tradizionali e vengono accolti con favore anche all'estero. Per tre estati consecutive il gruppo si esibisce in Francia, Olanda e Belgio.
Debutta alla Scala nel 1960 nella duplice veste di interprete e coreografo, in Il figliuol prodigo su musica di Sergej Prokofiev
Nel 1963 Crea Spirituals per orchestra su musica di Morton Gould.
Sempre per il Corpo di Ballo scaligero nel 1965 allestisce Francesca da Rimini, su musica di Petr I'lic Tchaikovskij, e Mutazioni su musica di Vittorio Fellegara.
Poi coreografa nel 1966 il balletto La strada, su musica di Nino Rota e per il personaggio di Gelsomina sceglie Carla Fracci, mentre lui interpreta il ruolo del Matto.

Altre coreografie nel 1967 : 
Elegia, su musica di Alearco Ambrosi e testi poetici di Raphael Alberti, Ritratto di Don Chisciotte, con le scenografie di Lucio Fontana
Il mandarino meraviglioso musiche di Béla Bartók di cui è interprete nel ruolo del titolo, affidando a Luciana Savignano la parte della Prostituta. 
Per la ballerina scaligera e futura étoile è il ruolo della consacrazione.

Nel 1969 allestisce le coreografie :
The Macbeths su musica di Richard Strauss, Adagio su musica di Tomaso Albinoni
Nel 1972 ispirandosi ancora alla personalità di Luciana Savignano, crea Concerto dell'albatro, su musica di G. F. Ghedini.
Successivamente debutta nel 1974 al Teatro alla Scala con la novità Specchio a tre luci, su musica di Virgilio Mortari, e si congeda dal teatro in cui aveva prestato la propria attività per ventisette anni.
Crea per il Corpo di Ballo dell'Opera di Roma Romeo e Giulietta, su musica di Sergej Prokof'ev, e accetta l'incarico di Direttore della compagnia capitolina, impegno che mantiene per due stagioni. A Roma si dedica anche alla coreografia televisiva che continua ad alimentare con allestimenti per le televisioni belga, tedesca e svizzera. È ospite nei teatri di Stato di Belgrado e Brno e, sempre in veste di coreografo, viene invitato nei teatri stabili di Bonn e Barcellona.
Poi assume la direzione del Corpo di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli restando in carica sino al 1981e vi allestisce una decina di balletti.
Per la Scala nel 1984 riallestisce il balletto La strada del quale nel frattempo sono stati prodotti due film, che trionfa in una lunga tournée in Francia, Svizzera e Belgio.
Crea per il Corpo di Ballo scaligero I promessi sposi e nel 1986 prende la direzione del Corpo di Ballo dell'Arena di Verona e resta in carica per due stagioni.
Altre coreografie famose : 
  • Processo a Maria De Leyva
  • Ephimeros
  • Aida di Verdi 
  • la regia di Pagliacci di Leoncavallo.