Shéhérazade


i grandi balletti
Shéhérazade è un balletto in un unico atto e quattro quadri. Venne creato da Mikhail Fokine su musica di Nikolaj Rimskij-Korsakov nel 1888. Di questa partitura musicale vennero usati solo tre dei quattro movimenti. Il libretto era di Alexandre Benois, mentre i costumi di Léon Bakst.

Questo balletto venne rappresentato la prima volta all'Opéra di Parigi il 4 Giugno del 1910, dai Balletti Russi di Diaghilev e ad interpretarlo ci furono Ida Rubinstein, Vaslav Nijinskij (che interpretava il ruolo dello Schiavo d'oro), Enrico Cecchetti (nel ruolo dell'Eunuco).
Per i Balletti Russi questa fu la seconda stagione che venne presentata a Parigi con grandissimo successo di pubblico e critica. Il balletto avviò un'epoca di cambiamenti per quello che riguardava la struttura e la concezione del balletto stesso. Uno dei personaggi che rimase impressionato positivamente dal balletto di Fokine fu Jean Cocteau, che nel 1909 aveva già proposto una rivista sulla letteratura di Shéhérazade, descrivendo il clamore che il balletto aveva esercitato sul pubblico in quell'epoca.
Shéhérazade ha avuto diverse riprese con differenti coreografi. Tra questi troviamo Nicholas Beriozoff, Nina Anisimova, Luciano Cannito nel 1994, Karole Armitage al Teatro Comunale di Firenze nel 1995, Vittorio Biagi con La mia Sheherazade nel 1998, Tuccio Rigano con il Balletto di Roma nel 2000, Gheorghe Iancu per il Maggio Musicale Fiorentino nel 2003 insieme ai ballerini Agnes Letestu e RobertoBolle, una versione di George Balanchine nel maggio del 1975 , ed infine il grande Maurice Bejàrt con A propos de Sheherazade per la sua compagnia di Losanna nel 1990.

Storia

Il balletto si ispirò alla storia delle Mille e una Notte, ambientato alla corte dello Shah di Persia. In questo libro viene narrata la storia dello Shah, il quale dopo aver subito il tradimento della sua donna sposa ogni giorno una vergine che poi fa uccidere il giorno seguente. L'ultima fanciulla che lo Shah sposa è propro Shéhérazade, che invece si salva grazie ai suoi racconti avvincenti che di giorno in giorno catturano l'attenzione dello Shah spingendolo così a rimandare di volta in volta l'uccisione della fanciulla.
La Storia narra dunque del sultano Schariar, che per misurare la fedeltà della sua amata donna Zobeide finge di partire insieme al fratello per una battuta di caccia, lasciando gli eunuchi a far da guardia all'harem. Mentre il sultano è via, si spalancano le porte agli schiavi, in particolar modo ad uno schiavo nero detto Schiavo d'oro, un uomo molto affascinante. La conseguenza è un'orgia in tutto l'harem, mentre il sultano Schariar fa il suo ritorno scoprendo così la sua Zobeide tra le braccia di un altro.
i grandi ballettiTutti gli schiavi verranno massacrati e il sultano risparmia Zobeide, la quale decide di uccidersi da sola per non sopravvivere alla gelosia di Schariar.
Questo balletto è stato considerato molto innovativo nella sua trama, perché riporta dopo la pausa del Romanticismo alle strutture dove dominano la passione e la morte simboli di balletti come Giselle. Possiamo notare come in questo balletto viene rappresentata la sensualità soprattutto nel personaggio dello Schiavo d'oro, interpretato all'epoca dal grande Nijinskij.

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