La stanchezza : un nemico per i danzatori?

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Durante alcuni studi di Anatomia applicata alla danza, spesso ci si chiede quali siano i rischi e i traumi con cui allievi e danzatori combattono in occasione di alcuni periodi più faticosi, come spettacoli, saggi, rassegne ecc.
Si può iniziare parlando proprio di affaticamento/lavoro e di traumi riscontrati nella danza.
Qualche anno fa venne pubblicata una tabella in cui si evidenziava che sul 60% dei ballerini anglosassoni presi a campione per la ricerca, molti erano convinti che la causa principale dell'insorgere di patologie fosse da imputare alla stanchezza. Questo dato così importante combaciava perfettamente con un altro studio effettuato anni prima con dei danzatori svedesi.

Tutto ciò comporta dei contrasti tra quello che sostengono questi danzatori e quello che invece dicono altri esperti del settore, secondo i quali i danzatori non possono permettersi di stare fermi neanche un giorno. Allora a chi dobbiamo credere? E' possibile trovare un punto d'incontro riguardo a questo argomento? Partiamo dai principi fisiologici del movimento e di come il nostro corpo risponda ai vari cambiamenti. E' evidente che la fatica sia la risposta del corpo quando viene praticata l'attività fisica. Il corpo reagisce con sensazioni di rigidità e pesantezza da parte dei muscoli, spesso dovuto alla comparsa di acido lattico ( dopo periodi di inattività), alla perdita di acqua, al calo di scorte energetiche.

Inoltre la stanchezza a livello mentale viene percepita con una scarsa capacità di attenzione sull' attività motoria che porta ad una riduzione sul controllo dei movimenti. Questo tipo di sintomi vengono in genere indicati come fatica acuta che si risolve con una notte di riposo e che non ha conseguenze fisiche sui danzatori.
La definizione di fatica acuta si diversifica molto dalla fatica cronica, la quale invece sta ad indicare un sovrallenamento, condizione in cui si viene sottoposti a forte stress il quale modifica le condizioni fisiche e mentali di un ballerino anche dopo un lungo periodo di riposo.

I disturbi più comuni sono:
  • disinteresse per il lavoro
  • apatia
  • scarso appetito
  • irritabilità
  • dolori muscolari continui
  • disturbi del sonno
  • svolgiatezza
Certamente esistono una serie di esami per indicare questo stato, ma sicuramente un insegnante attento potrà cogliere prima di tutti i segnali di un affaticamento e prevenire così i vari traumi che ne potrebbero derivare.

L'affaticamento cronico può portare traumi come:
  • distorsioni della caviglia o ginocchio
  • lesioni muscolari
  • lussazioni della spalla o rotula
  • fratture
Secondo quanto appena detto sopra è molto importante che i danzatori e gli insegnanti organizzino un valido programma motorio durante l'arco dell'anno. Spesso quando abbiamo un trauma siamo costretti a periodi di riposo più o meno lunghi. Di conseguenza il periodo di riposo non deve essere visto come una perdita di tempo per le lezioni o le prove, ma bensì per dare la possibilità al nostro corpo di rigenerarsi e recuperare. Non mi stancherò mai di ripetere che esistono alcune semplici regole che i danzatori dovrebbero sempre rispettare per il loro corpo e benessere.

Vediamole insieme:
  • un attento e mirato riscaldamento prima di iniziare ogni tipo di lezione/prova
  • stretching alla fine di una lezione per allungare i muscoli
  • e un'attenta respirazione durante tutta la durata di una lezione, ma anche in fase di defaticamento per aiutare la muscolatura ad una rapida ripresa.
In ultimo i danzatori dovrebbero porre un'attenta riflessione anche sul  loro stile di vita che nei periodi di maggior fatica viene meno. Mangiare sano e bere molti liquidi, evitare di fumare, e cercare di dormire, proprio per dare al nostro corpo la possibilità di riprendersi e riacquistare energia e vitalità.

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