La Tempesta al Teatro Abeliano di Bari

spettacoli, danza, balletto, eventi
Il connubio dell'arte coreutica con quella della prosa funziona a menadito quando le pagine sono state scritte da William Shakespeare. E poi quando c'è di mezzo "La Tempesta" la faccenda si fa ancora più accattivante. E se addirittura ci proviamo a trasferire le vicende storiche fin dentro il borgo medioevale di Bari, con le  coreografie da Domenico Iannone sulle musiche inedite di Grazia Bonasia, in scena al Teatro Abeliano di Bari il 18 ed il 19 gennaio, il risultato incuriosisce davvero. Si tratta di un lavoro a quattro mani che ha incredibilmente condotto le pagine del Bardo fin dentro l'antico borgo della città di Bari
dunque, riscoprendo brani salienti de "La Tempesta" legati alla città natia del coreografo, regista e direttore dell'ensemble "AltraDanza".
Domenico Iannone che si è fatto accompagnare in questo viaggio a ritroso nel tempo dall'associazione "Arta", impegnata nella valorizzazione museale del territorio, "Il Mondo della Luna" diretto da Grazia Bonasia, specializzato nella ricerca ed esecuzione della musica dei compositori pugliesi dal XV secolo, e l'Archivio di Stato di Bari diretto da Antonella Pompilio. Una sinergia che in scena sarà rappresentata da cinque interpreti con Orazio Caiti protagonista in un Prospero quanto mai manipolatore delle vicende narrate da Domenico Iannone. Già ballerino di spicco dell'Aterballetto e partner di Sylvie Guillem, la versatilità di Orazio Caiti è il valore aggiunto di AltraDanza e di questa "Tempesta" griffata dal coreografo barese che ci spiega come il progetto sia concentrato sui personaggi di Prospero, Miranda, Calibano, Ferdinando e Ariel attraverso l'approfondimento delle ragioni e delle credulità divinatrici. Caratteristiche peculiarità del drammaturgo inglese che scava nei suoi personaggi mettendo a nudo le reali e intrinseche debolezze degli animi. In questo allestimento de "La Tempesta", l'approfondimento e la trascrizione muta del racconto, necessita di approfondite ricerche sonore legate alla composizione di passi, legazione e figurazioni che rendano il balletto una vera e propria opera letteraria. Questa coreografia è proprio figlia stessa di un progetto a più mani con il solo fine di rileggere un capolavoro poco recepito in passato nell'ambito coreutico. Un progetto che infatti ha attirato a sé le attenzioni di critica e pubblico con due sold out annunciati al Teatro Abeliano di Bari i prossimi 18 e 19 gennaio, con coreografie e musiche inedite per il titolo shakespeariano scritto sul dominio del Duca di Milano Ludovico il Moro circa l'allontanamento della duchessa di Bari Isabella d'Aragona, moglie dell'usurpato titolo del vero duca Gian Galeazzo Maria Sforza, affinché il figlio di questi non reclamasse di diritto il titolo di erede legittimo al ducato. E per dare ancora maggiore forza al testo letterario ecco l'asso nella manica di Domenico Iannone, ovvero la drammaturgia di Cinzia Mela e la consulenza del lighting designer Fabio Rossi con la preziosa cornice dei costumi di Michele Napoletano, attore a costumista di teatro, intento a raccontarci e concedersi un'ampia visone estetica e quasi modaiola dei protagonisti de "La Tempesta", identificando in Ariel e Calibano le ambigue bipolari strutture umani del Demonio/Demone, Vittima/Carnefice, Preda/Predatore, come da sempre accomuna l'intero sistema sociale. Proprio come il nobile Ferdinando, un giovane nobiluomo di gonfio potere genitoriale, pomposo, prorompente. Non ho potuto né voluto trascurare, nel profilo umano delle figure, l'eleganza manieristica e drammatica dell'opera. E così ecco che Prospero manipola le vicende con un sottofondo musicale ricco di sonorità quotidiane ed una coreografia molto contemporanea, proprio come piace al deus ex machina delle sorti della coreografia italiana di questi ultimi anni Domenico Iannone.